Climate Social Camp 2023

26-28 July, Turin, IT

Manifesto

Vogliamo generare relazioni di confronto, analisi e azione che vertano su questioni urgenti legate alla vita, questioni sociali ed ecologiche nella loro dimensione materiale, politica e culturale.

E’ urgente confrontarsi e agire per costruire modelli di organizzazione della lotta e della vita nella società, con la società. La sfida che questi tempi ci presentano è dura ed impegnativa, non sarà sol3 e frammentat3 che riusciremo ad affrontarla e vincerla. Nella diversità e nella specificità di ogni lotta e soggetto dobbiamo trovare le energie e la forza per produrre la potenza e l’organizzazione necessaria a sostenerci e creare prospettive, alternative vive e praticabili. Il paradigma di una società nuova, di una vita nuova è necessario e desiderato ora più che mai a fronte della violenza e della disperata solitudine delle macerie in cui Stati e capitalismo vorrebbero chiuderci. Il dominio, il potere, lo sfruttamento e l’accaparramento di forza lavoro, di forza riproduttiva e di risorse hanno le radici nella stessa struttura ideologica ed economica che produce non solo merci, ma anche cultura e modo di pensare. E’ oltre questa che dobbiamo guardare per riuscire a ripensarci come esseri ecologici per lo sviluppo di una società ecologica, che ricerca nell’equilibrio, nella cura, nella giustizia e nella libertà tra esseri umani e tra umani e non umani la sua forma organizzativa e produttiva.

Sul nostro territorio, ma anche guardando aldilà dei confini politici ad una dimensione internazionale e transnazionale, cogliamo l’acqua come nodo centrale da un punto di vista sociale ed ecologico.

Un nodo centrale a cui portano tutti i fili perché necessaria per la riproduzione della vita di tutt3 e per una vita in salute, centrale in quanto campo di scontro poiché trattata come merce dalle elites politiche ed economiche anziché come bene primario e comune, un elemento minacciato da crisi climatica, deforestazione, cementificazione, devastazione del territorio, privatizzazione e guerra. Un elemento la cui scarsità e cattiva gestione comporterà un crescendo di disparità sociali economiche, di genere ed etniche, che si tradurranno in conflitti sociali e guerre sempre più frequenti. Un elemento che su un territorio depredato e snaturato ha già mostrato alcuni dei suoi lati peggiori: siccità ed alluvione.

In tant3 lottiamo quotidianamente contro gli attacchi e le minacce che il sistema capitalistico e gli Stati agiscono contro la società e il Pianeta, ma se vogliamo emergere da questo scontro epocale come parte vittoriosa abbiamo la responsabilità storica, morale e politica di unirci, coordinarci e supportarci.

Vogliamo che questo campeggio sia l’occasione per porre le basi di questa necessita'.

Program

3 days of activities, debates, joy

26 luglio - h.15

CEMENTO: MOTORE DI DEVASTAZIONE E DOMINIO

In tutta Italia stanno nascendo comitati di quartiere e movimenti territoriali per la difesa del patrimonio ecologico in opposizione a progetti di cementificazione venduti come riqualificazione sostenibile. Solo a Torino sono 4 i comitati che in diverse aree della città si attivano per lottare contro l’edificazione su aree verdi svendute dal Comune a grandi creditori privati. Questi processi di organizzazione spontanea rendono chiara la volontà delle comunità di scegliere del proprio territorio e quindi della propria vita ed evidenziano l’insostenibilità dell’abitare in città sempre più distanti dalla natura e quindi dalla possibilità di soddisfare i bisogni della popolazione.

Se l’industria del cemento fosse un paese, sarebbe il terzo più importante per emissioni di CO2, con 2 miliardi di tonnellate annue, dopo Stati Uniti e Cina. La sua produzione consuma circa il 10% dell’acqua disponibile sul pianeta. L’industria del cemento richiede un’estrazione annua di sabbia pari a 40 miliardi di tonnellate, devastando così spiagge, corsi d’acqua, laghi, foreste e terreni agricoli.
Grazie alla diffusione del cemento armato le architetture tradizionali stanno scomparendo, lasciando il posto a costruzioni standardizzate e industriali. Facendo perdere la ricchezza di un edificare locale a misura di persona e delle necessità del territorio. Inoltre, le prestazioni del cemento sono inferiori per molti aspetti in riferimento alle architetture premoderne: sono state dimenticate le tecniche tradizionali di conservazione del calore e di raffreddamento dell’aria o le tecniche antisismiche.
Il consumo di suolo crescente e la conseguente deforestazione espone il territorio a rischi idrogeologici importanti quali allagamenti, alluvioni e frane, inoltre l’impermeabilizzazione del suolo causa anche riduzione della capacità di trattenere umidità, fenomeno che insieme alla deforestazione espone al rischio di siccità.
Il potere realizza il suo paradigma di sviluppo attraverso la cementificazione, un paradigma basato su estrazione, accaparramento e dominio.
Il ruolo che la cementificazione gioca sull’ambiente e la società viene espresso attraverso l’organizzazione di grandi eventi e la costruzione di grandi opere,che consistono  tendenzialmente in infrastrutture energetiche, belliche, di trasporto e connessione commerciale, tra cui si inseriscono anche dighe e mega bacini idrici.
Il cemento rompe i servizi ecosistemici fondamentali, mettendo a repentaglio la riproduzione di tutto il vivente e la sua salute.
Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) pone tra gli obiettivi principali per il territorio italiano la cementificazione di ampie zone del paese: attraverso la costruzione di grandi opere e l’edificazione di strutture inutili va a colpire sia grandi aree naturali sia parchi urbani. Questo tipo di progetti ha dei tempi di realizzazione brevi affinchè i fondi siano assegnati per intero e ciò comporta sia l’imposizione nella realizzazione sia l’assenza di valutazioni effettive del loro impatto ecologico e sociale.
Con questo dibattito vogliamo approfondire quali sono gli effetti devastanti della cementificazione sul territorio, la popolazione e gli equilibri ecosistemici e articolare una proposta di azione ed organizzazione tra comitati e movimenti che si oppongono ad essa.

27 luglio - h.9.30

Il continuo cadere della goccia scava la pietra

La questione idrica è diventata, in questi anni, un campo di battaglia centrale; passiamo da mesi di estrema siccità ad eventi idrogeologici dalla portata distruttiva enorme.

Per quanto l’informazione mainstream tenti di scindere i campi, bisogna affrontare i temi come imprescindibilmente connessi, non solo poiché uno conseguenza dell’altro, ma anche in quanto la nostra opposizione deve riuscire ad aggredire la modalità emergenziale del governo che tratta questi fenomeni come isolati e catastrofici, senza considerare la responsabilità che il modo di organizzare la società ha nel provocare questi disastri. 

Invece che interrompere i processi di cementificazione e consumo di suolo che, insieme alla mancanza di piogge, rendono i terreni impermeabili, le istituzioni prendono la via tirannica di accentrare il potere decisionale nelle stesse mani che hanno generato la crisi ecologica e sociale in atto. Il Decreto Siccità ci chiarisce una direzione politica decisamente preoccupante e, dal canto nostro, non possiamo permettere di delegare la risoluzione della crisi a questo tipo di burocratizzazione che produce soluzioni tecniche utili solo a porre una toppa sopra una gigantesca voragine.
La privatizzazione delle società che si occupano dell’approvvigionamento idrico urbano ha provocato una gestione inadeguata del sistema di distribuzione e raccolta delle acque, mettendo il profitto degli investitori davanti al diritto all’acqua per tutte e tutti. Si preferisce risparmiare sulla manutenzione degli acquedotti provocando quasi un 40% di dispersione idrica, per guardare a mega progetti di natura spesso speculativa come gli invasi o le dighe, soluzioni che non affrontano il problema dello spreco idrico. I costi dell’acqua, perciò, aumentano ma l’accessibilità alla risorsa diminuisce creando sempre maggiori divari sociali, addirittura il conguaglio della tassa sull’acqua viene utilizzato come pretesto per gli sfratti oppure capita sovente che palazzine da centinaia di persone si ritrovino con l’allaccio staccato per morosità.
Nel comparto agricolo la situazione non è migliore, il governo ha gridato all’allarme per difendere l’agroindustria made in Italy solleticata dalla scarsità della risorsa idrica, quando è il comparto economico più idrovoro, decidendo di aggirare il problema con un ingente aumento dei prezzi sui beni di prima necessità. In tutto questo i piccoli agricoltori si ritrovano limitati nell’accesso all’irrigazione dal sistema dei consorzi che favorisce l’agrobusiness. L’ambiente montano è il primo territorio di sacrificio vivendo situazioni di razionamento dell’acqua anche nei mesi invernali e approvvigionamento attraverso autobotti nonostante sia proprio da lì che nascono le sorgenti che abbeverano industrie e metropoli.
I terreni di scontro sono molteplici e molto stratificati, l’obiettivo che ci poniamo è quello di mettere a sistema delle strategie che non rendano avversari territori che in modi diversi vivono lo stesso problema. E’ dirimente, in questa fase, individuare la controparte da aggredire e farlo da tutti i fronti in cui si manifestano le contraddizioni più profonde che non garantiscono dignitose condizioni di esistenza su questo Pianeta.

27 luglio - h.21

VOCI DAL MONDO:

In questi ultimi anni il movimento ecologista ha saputo reinventarsi e ristrutturarsi in forme nuove e incisive. In altri territori processi rivoluzionari di lunga durata hanno reso l’ecologia un perno centrale della società.

Con questo dibattito vogliamo indagare le proposte organizzative che differenti movimenti rivoluzionari, sociali ed ecologisti praticano e il modo in cui queste sono state declinate nei diversi territori e nella società.
La lotta ecologista diventa una lotta sociale quando difende la vivibilità dei luoghi che abitiamo e quindi determina il modo in cui viviamo.
L’ecologia è la pratica comunitaria di scegliere cosa è giusto e utile per il proprio territorio, è quindi un veicolo di autodeterminazione.

L’ecologia è la presa di cura di sè e di ciò che ci circonda, ovvero la capacità di comprendersi in continuità e in codipendenza con tutto il vivente e il non vivente.
Primo tra tutti l’acqua è un bene primario che rende possibile la vita e la sua riproduzione e ne determina la qualità. L’accaparramento dell’acqua, la sua privatizzazione o privazione alla popolazione, assume diverse forme nel mondo, ma ha la stessa radice: l’accentramento del potere nelle mani di pochi.
Porsi a difesa dell’acqua, in quanto bene comune, è oggi una pratica necessaria per difenderci e difendere il vivente tutto. L’acqua nella sua universale importanza è un campo di scontro tra la vita e il potere, che può permettere l’intessere di una maglia di relazioni virtuose tra differenti gruppi sociali che vogliono opporsi alla sua sottrazione.
Porsi a difesa dell’acqua significa opporsi alle scelte scellerate di pochi, come i progetti di cementificazione, che vanno a modificare e rompere equilibri ecosistemici, imponendo alla popolazione modifiche del territorio con ricadute irreversibili e dannose.

Ci racconterranno le loro esperienze e prospettive di lotta La carovana El sur resiste dai territori del Sud del Messico, l’Accademia per la Modernità Democratica del Movimento di liberazione del Kurdistan, la brigata internazionalista di Askapena e il movimento Araba Bizirik dai Paesi Baschi, Soulevaments de la terre dalla Francia e un internazionalista del movimento Stop cop city di Atlanta, USA.

28 luglio

QUALE PROPOSTA?

Plenaria conclusiva del Climate Social Camp 2023

How-to's

Participate

Whether you are part of a group or alone, to take part in the Climate Social Camp you need to fill this form.

If you are a minor you can still participate, but you need to send us this other form filled by your parents!

Reach Turin

🚆 By train

You can reach Turin by train quite easily from different parts of Europe. The main stations in Turin are Torino Porta Susa and Torino Porta Nuova, which are both very central.

Cost: the cost depends on where you arrive but can be very high. Our advice, if you have the possibility, is to buy a 4-day Interrail Global Pass (more info here), which allows you to make the round trip (you can travel for a total of 4 days in a month) at an affordable price. The cost is €185.

🚌 By coach

The main bus station in Turin is the Corso Vittorio Emanuele bus station. The most useful companies for getting there by bus, in general, are Flixbus and Bla Bla Bus.

Cost: the cost can sometimes be lower than the train, but there is no option to buy a pass like the Interrail.

✈️ By plane

Travelling by plane, as we know, is a very impactful way of travelling in terms of greenhouse gas emissions. We encourage you, if possible, to use other methods of transport to reach Turin.

Logistical information: Turin airport is called Caselle Airport, and is about 20 minutes away from the city.

 

Where will you stay?

The Climate Social Camp will be held at the Parco Artiglieri di montagna in Turin. The camp will last from Wednesday 26 July to Friday 28 July, but if necessary you can also stay the day before and the day after. Meals will be prepared and served by us, so you don’t have to bring your own food.

 

What do you need to bring? 

  1. Tent

  2. Sleeping bag

  3. Mattress

  4. Water bottle

  5. Tableware (washable and reusable plates, cutlery and glasses)

  6. Electric torch

  7. Sun cream

  8. Anti-mosquito

The facilities will be located near the campsite and near the university, where the working tables of the International meeting will be held. Things to bring are more or less similar to those at the campsite, but you don’t need a tent. Again, don’t worry if you arrive a day before the start of the event or leave a day later. 

And finally, bring a lot of desire to discuss and dance! At the campsite there will be plenty of debates open to all, and in the evenings concerts with artists from all over the world!

WAYS YOU CAN HELP

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Volunteer

If you are from Italy and want to help us organize the event, fill this form and join us con Telegram!

Sede - Leila La Biblioteca degli Oggetti

Via Luigi Serra, 2 G/H, 40129 Bologna BO

Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì

16:00 – 19:00

Martedì dalle ore 10:00 – 13:00

World Congress for Climate Justice

12-15 october 2023

World Congress for Climate Justice

12-15 october 2023